Guida Ecobonus

Come cambia il Super Ecobonus nel 2023

Redazione / 25 Novembre 2022

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Il Super Ecobonus al 110%, introdotto nel luglio 2020 e oggetto di numerose revisioni, subisce con il nuovo Decreto aiuti quater (DL del 18.11.2022 n. 176) importanti modifiche.

Vediamo nel dettaglio come il Decreto aiuti quater incide sui beneficiari.

Approfondisci i beneficiari

Nuova aliquota al 90%

La prima certezza è la diminuzione dell’aliquota anche in caso di cessione del credito o di sconto in fattura. Da questo punto di vista le modifiche alla normativa sono peggiorative per i beneficiari che inizieranno i lavori dal 1 gennaio 2023, vedendo scendere la percentuale di detrazione dal 110% al 90%.

Tuttavia, permane il diritto alla detrazione del 110%, anche per le spese sostenute nel 2023, per:

  • gli interventi per i quali è stata presentata comunicazione di inizio lavori (CILA) entro il 25 novembre 2022 e, in caso di condomìni, la delibera assembleare che approva l’esecuzione dei lavori risulti antecedente al 25 novembre 2022;
  • gli interventi di demolizione e ricostruzione per i quali, al 25 novembre 2022, risultino avviate le relative formalità amministrative per l’acquisizione del titolo abilitativo.

Pur con questa riduzione al 90%, resta ancora conveniente approfittare del Super Ecobonus per efficientare il proprio immobile entro il 2023, viste le riduzioni dell’aliquota previste al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025 per condomìni ed edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari.

Requisiti di accesso e interventi ammessi restano invariati.

Approfondisci gli interventi ammessi

Cessione del credito e sconto in fattura

Un’altra importante novità del Decreto aiuti quater è la possibilità di allungamento da 4 a 10 anni del periodo di recupero dei crediti ottenuti con la cessione o lo sconto in fattura.

Nell’articolo 9 comma 4 del Decreto aiuti quater, infatti, si legge:

“i crediti d’imposta derivanti dalle comunicazioni di cessione o di sconto in fattura inviate all’Agenzia delle entrate entro il 31 ottobre 2022 e non ancora utilizzati, possono essere fruiti in 10 rate annuali di pari importo, in luogo dell’originaria rateazione prevista per i predetti crediti, previo invio di una comunicazione all’Agenzia delle entrate da parte del fornitore o del cessionario […]”

Per le operazioni perfezionate entro il 31 ottobre 2022, dunque, il cessionario che ha praticato lo sconto in fattura e ha acquisito il credito d’imposta, può chiedere di usufruirne in 10 rate annuali di pari importo.

Nello stesso articolo si precisa poi che:

“La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso.”

Villette ed edifici unifamiliari

Per villette ed edifici unifamiliari il nuovo Decreto Legge sposta la scadenza per la fruizione dell’aliquota precedente dal 31 dicembre 2022 al 31 marzo 2023. Dunque, per questo tipo di immobili sui quali al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo, potranno continuare a fruire del Super Ecobonus con aliquota al 110% fino al 31 marzo 2023. Altrimenti la detrazione del 110% spetta solo per le spese sostenute fino al 30 giugno 2022.

Mentre, per gli interventi in unità unifamiliari avviati a partire dal 1 gennaio 2023 la detrazione passa al 90% ed è concessa fino al 31 dicembre 2023, solo se:

  • l’unità immobiliare oggetto di intervento è adibita ad abitazione principale del contribuente;
  • il contribuente ha un reddito di riferimento inferiore a 15.000 €, calcolato con il sistema del quoziente.

Come calcolare il reddito di riferimento

Il reddito di riferimento per l’accesso al Super Ecobonus 90% è calcolato sulla base di tutti i redditi familiari posseduti nel 2022. Quindi ai redditi complessivi del contribuente vanno sommati i redditi lordi di chi rientra nello Stato di famiglia, in particolare:

  • coniuge, soggetto legato dall’unione civile o convivente;
  • altri familiari a carico fiscalmente nel 2022.

Il risultato va poi diviso per il “numero delle parti” calcolato, secondo la seguente tabella:  

Componente Numero di parti da sommare
Contribuente 1
Coniuge, parte dell’unione civile o convivente 1
1 familiare 0,5
2 familiari 1
Da 3 familiari in poi 2

Ad esempio, se in una famiglia due persone nel 2022 hanno posseduto complessivamente redditi pari a 37.000 euro, devono dividere questa somma per 2. Se le stesse due persone hanno un figlio a carico fiscalmente devono dividere per 2,5.

Per ottenere il Super Ecobonus del 90% nel 2023 il risultato della divisione deve essere inferiore a 15.000 €.

Interventi antisismici e strutture sociosanitarie

Il bonus manterrà l’aliquota del 110% fino al 2025 per gli interventi realizzati sulle strutture sociosanitarie dalle Onlus, dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione sociale; per gli interventi da chiunque realizzati su immobili siti nei Comuni dei territori colpiti da eventi sismici a partire dal 1° aprile 2009 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

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