Detrazioni e sconti in fattura Guida Ecobonus

Ecobonus 110%: detrazione, cessione del credito o sconto in fattura

Redazione / 6 Luglio 2020

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Detrazione fiscale diretta in cinque rate, cessione del credito e sconto in fattura sono le modalità con cui è possibile beneficiare dell’ecobonus al 110%. La misura prevista dal D.L. 34/2020 (noto come Decreto Rilancio) arricchisce la posta in gioco del Governo Conte Bis sul banco della riqualificazione energetica, concedendo ai contribuenti possibilità senza precedenti per una serie di interventi sull’abitazione principale.

I beneficiari potenziali sono le persone fisiche (al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni), i condomini legalmente costituiti, gli Istituti Autonomi Case Popolari e simili e infine le cooperative di abitazione a proprietà indivisa. Il bonus è applicabile sulle prime case ad uso residenziale e, in base agli emendamenti proposti, sarebbe applicabile anche a unità abitative ulteriori (le seconde case ad esempio) per un numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio.

Conditio sine qua non per il 110% è la coincidenza e compatibilità del lavoro svolto dal contribuente sulla propria abitazione principale con uno dei tre interventi “trainanti” individuati dall’articolo 119 del D.L. Rilancio, ovvero:

  1. isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo;
  2. interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione – con efficienza almeno pari alla classe A – a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici o alla microgenerazione. Il beneficio si applica anche sulle spese per smaltimento e bonifica dell’impianto sostituito;
  3. interventi sugli edifici unifamiliari o unità abitative plurifiamiliari funzionalmente indipendenti come al punto 2.

Tali interventi trainanti, se abbinati ad altri già individuati dalle norme del precedente ecobonus, sismabonus e bonus fotovoltaico (vedi D.L. 63/2013) innalzano l’aliquota per il totale dei lavori svolti.

Approfondisci gli interventi ammessi Ecobonus 110%: detrazione, cessione del credito o sconto in fattura

Ma quali sono le modalità di godimento del beneficio fiscale?

Sappiamo che esso può essere utilizzato alternativamente come detrazione fiscale, cessione del credito (noto anche come cessione della detrazione) e sconto in fattura. Ma come si differenziano l’una dall’altra? Ed è davvero possibile ristrutturare la propria casa gratis? 

Ecobonus 110: detrazione fiscale diretta in 5 anni

Il contribuente che esegue i lavori beneficia della detrazione fiscale del 110% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica della propria abitazione (dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021) sotto forma di cinque quote annuali che verranno recuperate nell’arco di 5 anni nelle dichiarazioni dei redditi che egli inoltrerà all’Agenzia delle Entrate, a partire dalla prima presentata nel 2021.

Esempio: durante il 2020 Mario Rossi sostiene una spesa di 30.000 € per un intervento di efficientamento energetico sulla sua abitazione principale. Il 110% di questo importo, che è pari a 33.000 €, viene ripartito in 5 quote pari a 6.600 €. Ciascuna di queste quote verrà recuperata attraverso la dichiarazione dei redditi, a partire dal 2021, per 5 anni. Cioè ogni anno Mario Rossi potrà sottrarre, dall’ammontare delle imposte dovute sul reddito percepito (IRPEF), un importo pari a 6.600 €. Se le sue tasse quindi nella dichiarazione dei redditi 2021 ammontassero a 5.000 € esse verrebbero compensate con la quota di detrazione prevista per quell’anno (6.600 €) ed in più egli avrebbe diritto alla ricezione da parte dell’Agenzia delle Entrate di un bonifico di 1.600 €.

E’ evidente che il soggetto beneficiario dovrà assicurarsi, in autonomia o tramite il proprio commercialista o CAF (Centro di Assistenza Fiscale), di avere un reddito imponibile di importo tale da assorbire la detrazione 110% nonché altre detrazioni di cui può godere (spese mediche, figli a carico, ecc.) Se così non fosse il beneficio andrebbe perso tutto o in parte e quindi sarebbe consigliabile la cessione del credito.

Ecobonus 110%: detrazione, cessione del credito o sconto in fattura

Ecobonus 110: cessione del credito

Per quanto riguarda la cessione del credito (nota anche come cessione della detrazione) essa può essere contemplata in tutti quei casi in cui il beneficiario sceglie di cedere il proprio bonus a favore di soggetti terzi, siano essi banche, intermediari finanziari, o fornitori dei lavori. Questa prassi era già consentita dalle vecchie norme sull’ecobonus ma esclusivamente per i contribuenti con “incapienza fiscale”, che, ricordiamo, si verifica solitamente quando il soggetto è incapiente da un punto di vista fiscale, cioè quando il valore delle detrazioni di cui potrebbe godere è superiore alle tasse da pagare sul reddito percepito.

Con il Decreto Rilancio e le norme sull’Ecobonus 110% la cessione del credito viene estesa a tutti i contribuenti

Qualora si scelga di cedere il proprio credito il contribuente dovrà necessariamente essere in possesso del visto di conformità sulla dichiarazione dei redditi. Tale visto verrà rilasciato da professionisti, quali commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro, abilitati all’intermediazione con l’Agenzia delle Entrate.

Ecobonus 110: sconto in fattura

Quando si parla di sconto in fattura si ha l’impressione di essere di fronte a uno scherzo o ad un sogno. Realizzare dei lavori e non pagarli? È davvero possibile? E se sì, come? Chi li pagherà per noi?

Qualora il beneficiario scelga di optare per lo sconto in fattura egli, di fatto, non pagherà nulla dell’intervento che deciderà di realizzare per efficientare la propria casa. Questo perché il 100% del valore del lavoro verrà direttamente decurtato dalla fattura e anticipato dal fornitore, il quale potrà poi recuperare l’intero valore della detrazione (110%) sotto forma di credito d’imposta. L’impresa titolare dei lavori potrà poi decidere di cedere a sua volta, per un numero indefinito di volte, la detrazione in favore di altri soggetti (banche, intermediari finanziari, ecc.), con lo scopo di avere subito la liquidità necessaria per coprire i costi vivi del lavoro. Il contribuente che sceglie lo sconto in fattura dovrà chiaramente concordarla col fornitore che si presume debba essere ben strutturato sul piano finanziario. 

Si tratta di un’occasione molto ghiotta perché detto in parole ancora più povere: il beneficiario non sborserà un euro per sostenere gli interventi.

Quale che sia la scelta optata dal beneficiario è indiscutibile l’importanza dell’affiancamento tecnico, fiscale e finanziario da parte di uno o più consulenti. L’Agenzia delle Entrate non ha ancora recepito le direttive in merito alle procedure per la richiesta e la concessione degli incentivi, per cui, per ora, sarà molto difficile definire un quadro preciso e puntuale di tutte le attività che compongono il processo di ottenimento dell’Ecobonus 110%.

Di certo per godere al massimo dei benefici finanziari e fiscali e blindare la certezza di fruire degli incentivi bisogna studiare ogni fase con cura e nei minimi dettagli: dalla fase di valutazione delle varie opzioni possibili sul piano fiscale all’esecuzione dei lavori e dei vari adempimenti raccomandati.

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  • Lorenzo ha detto:

    Salve
    Sto per ristrutturare e costruire un box auto.
    Vorrei conoscere i particolari della cessione del credito ad un istituto di credito con tutti i limiti e le problematiche eventuali
    Grazie

    • Redazione ha detto:

      Salve Lorenzo,

      Per quanto riguarda le modalità esecutive di accesso alla cessione del credito è necessario attendere la circolare esplicativa dell’Agenzia delle Entrate e le direttive del Ministero dello Sviluppo Economico.

      Molti istituti di credito stanno comunque già predisponendo specifiche misure per l’acquisizione dei crediti dell’Ecobonus.

      Il nostro consiglio è quello di rivolgersi al proprio istituto di credito di fiducia per valutare quali opzioni esso proponga.

      Possiamo intanto evidenziare che, in base alle indicazione dell’Agenzia delle Entrate, ad oggi la cessione del credito è possibile per i seguenti lavori:
      1) recupero del patrimonio edilizio previsto dal TUIR comma 1 a) e b). Si tratta, in particolare, degli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari nonché dei precedenti interventi e di quelli di manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni degli edifici;
      2) riqualificazione energetica rientranti nell’ecobonus quali, ad esempio, gli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento o delle finestre comprensive di infissi, gli interventi sulle strutture o sull’involucro degli edifici, nonché quelli finalizzati congiuntamente anche alla riduzione del rischio sismico;
      3) adozione di misure antisismiche rientranti nel sismabonus. L’opzione può essere esercitata anche con riferimento alla detrazione spettante per l’acquisto delle “case antisismiche”;
      4) recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, per i quali spetta il bonus facciate introdotto dalla legge di Bilancio 2020;
      5) installazione di impianti fotovoltaici, compresi quelli che danno diritto al Superbonus;
      6) installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, compresi quelli che danno diritto al Superbonus.

      Nel caso di interventi che rientrano nello specifico dell’Superbonus al 110%, trattandosi di condizioni molto favorevoli, in aggiunta agli adempimenti previsti per le detrazioni ordinarie, per poter accedere allo sconto in fattura o alla cessione del credito il contribuente dovrà fornire ulteriori documenti e cioè:
      – visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) oppure dai CAF;
      – asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico, – da parte, rispettivamente, dei tecnici abilitati al rilascio delle certificazioni energetiche e dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico per gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico – che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati, in accordo ai previsti decreti ministeriali.

  • Federico Mugnai ha detto:

    Buongiorno,
    sto ristrutturando completamente un’abitazione non in condominio. Devo cedere il credito perchè non ho tutta la capienza necessaria a livello di Irpef. I lavori sono iniziati in febbraio, e ho già pagato uno stato di avanzamento. Sono già in possesso di APE precedente all’inizio dei lavori e delle asseverazioni necessarie per il sismabonus. I tecnici hanno previsto il miglioramento di 1 classe di rischio sismico (mi trovo in area sismica 3), e di 2/3 classi di efficienza energetica. E’ previsto l’inserimento di una caldaia a condensazione classe A con riscaldamento con radiante. Al momento non avrei previsto cappotto termico, ma sono in tempo nel caso a farlo esterno. Inoltre verrà rifatta completamente la copertura (coprendo così la percentuale di isolamento termico richiesta del 25%).
    Vorrei sapere se mi serve altro a livello di dichiarazioni tecniche per accedere al 110% e se gli interventi di cui ho parlato mi permettono di accedere. Grazie mille!

    • Redazione ha detto:

      Salve Federico,
      ad oggi siamo ancora in attesa che l’Agenzia delle Entrate delinei le direttive per le varie comunicazioni.
      Per gli interventi di efficientamento energetico è necessaria anche la comunicazione ad ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.
      Sicuramente avrà poi bisogno dell’APE post intervento per poter certificare l’effettivo raggiungimento delle due classi energetiche di miglioramento.
      Inoltre, da quanto è nostra conoscenza, l’ecobonus al 110% copre le spese sostenute a partire dal 1 Luglio 2020.

      Per completezza, in merito alla sua specifica richiesta, il nostro consiglio è quello di rivolgersi a un commercialista con competenze specifiche nel settore.

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