Detrazioni e sconti in fattura

Ecobonus 110%: come funziona la cessione del credito

Redazione / 3 Settembre 2021

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L’articolo 121, D.L. 34/2020 ha previsto, oltre alla più conosciuta detrazione fiscale, anche la possibilità di cedere la detrazione fiscale o richiedere lo sconto in fattura per le spese relative agli interventi che danno diritto al Super Ecobonus del 110%.

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È possibile, infatti, “trasformare” la detrazione in credito d’imposta e cederlo direttamente ad altri soggetti, che potranno utilizzarlo in compensazione delle imposte dovute oppure cederlo a loro volta. Quindi nel caso, ad esempio, di una spesa di 10.000,00 € si cederà un credito di 11.000,00 €.

Sotto molti punti di vista la cessione del credito garantisce notevoli vantaggi. Nonostante ciò cela dei costi nascosti. Vediamo quali.

Cos’è la cessione del credito?

La cessione può essere disposta in favore:

  • dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi
  • di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
  • di istituti di credito e intermediari finanziari.

Quest’ultima rappresenta l’unica opzione disponibile se non si possiede un’imposta lorda da ridurre tramite la detrazione, ad esempio in caso di redditi soggetti a tassazione separata, imposta sostitutiva (come nel regime forfettario o nei soli redditi da cedolare secca sulle locazioni) o si rientri nella no tax area.

L’opzione della cessione, poi, può essere effettuata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori, che non possono essere più di due, il primo ad almeno il 30% e il secondo ad almeno il 60% dell’intervento complessivo.

È possibile, inoltre, esercitare l’opzione della cessione del credito anche solo per alcune rate residue. Ad esempio, per una spesa sostenuta nel 2020 si può scegliere di inserire in dichiarazione le prime due rate e cedere il credito corrispondente alle altre tre. In ogni caso, però, non è possibile recuperare il credito d’imposta non utilizzato nell’anno.

Se più persone hanno diritto alla detrazione per la spesa sostenuta, ad esempio in caso di interventi condominiali, non deve esser necessariamente il condominio che opta per una soluzione, ma ogni condomino può decidere in totale autonomia come godere del beneficio fiscale.

Occorre comunque tenere presente che la cessione del credito, come lo sconto in fattura, non sono a costo zero. Ogni operatore, infatti, applica una commissione più o meno elevata, ed è bene informarsi adeguatamente prima di decidere come godere del Super Ecobonus.

Quanto costa la cessione del credito?

Il servizio di cessione del credito da parte di banche e istituti finanziari ha un costo: mediamente gli operatori riconoscono circa l’80% del valore nominale.

Per cui si può pensare che nel caso il proprietario disponga di tutta la liquidità necessaria per sostenere l’investimento sia più conveniente optare per la detrazione fiscale, ma occorre tenere presente alcuni aspetti, o meglio imprevisti.

Nel lungo arco temporale in cui il beneficiario conta di recuperare l’investimento iniziale, può succedere che il beneficiario passi a regime forfettario o che diventi incapiente, oppure che l’immobile oggetto della detrazione cambi acquirente, oppure ancora che il beneficiario muoia.

Per ognuna delle casistiche sopra riportate la norma prevede delle soluzioni, ma rappresentano comunque piccoli imprevisti da risolvere in corso d’opera.

Come cedere il proprio credito?

La cessione deve essere comunicata dal beneficiario della detrazione direttamente in via telematica tramite il sito dell’Agenzia delle entrate oppure rivolgendosi a CAF o professionisti abilitati (come commercialisti e consulenti del lavoro). In caso di lavori condominiali per cui tutti i condòmini hanno optato per la cessione è, invece, l’amministratore ad occuparsi della comunicazione.

La comunicazione deve essere fatta entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione.

Per la cessione del credito relativa al Super Ecobonus 110%, oltre agli adempimenti previsti dalla normativa specifica e alla comunicazione all’Agenzia delle Entrate, è necessario anche ottenere il visto di conformità che attesti la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. Tale visto può essere rilasciato da un CAF o da un professionista, che, solitamente, si occuperà anche di inviare la comunicazione per la cessione del credito.

Chi ne risponde in caso di errori?

Ma procedendo con la cessione del credito, chi ne risponde in caso di errori?

Se durante i controlli dell’Agenzia delle Entrate o di ENEA viene accertato che il contribuente non aveva diritto, anche in modo parziale, alla detrazione, il recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni, ricadrà direttamente sul contribuente, senza penali per il fornitore o chi ha ottenuto, in buona fede, il credito d’imposta non perdendo il diritto ad utilizzarlo.

Qualora venga accertato il concorso in violazione invece, saranno responsabili in solido nei confronti del Fisco italiano sia chi cede sia chi ottiene il credito.

Per questa ragione consigliamo di rivolgersi solo a professionisti specializzati in efficienza energetica e negli incentivi dedicati, e con una consolidata esperienza nel settore.

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