Cappotto termico

Cosa si mette dopo il cappotto termico?

Redazione / 8 Maggio 2024

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Finiture esterne post-applicazione cappotto termico

La realizzazione di un cappotto termico rappresenta una delle soluzioni più efficaci per migliorare l’efficienza energetica di un edificio, riducendo significativamente i consumi per il riscaldamento e per il raffrescamento. Tuttavia, dopo l’applicazione del cappotto termico, è fondamentale procedere con l’applicazione di finiture esterne adeguate, che non solo proteggano il sistema di isolamento dall’azione degli agenti atmosferici, ma che contribuiscano anche a valorizzare l’aspetto estetico dell’edificio. Le finiture esterne devono essere selezionate con cura, tenendo conto della loro compatibilità con il materiale isolante utilizzato e della loro capacità di resistere nel tempo senza alterarsi.

Tra le opzioni più diffuse per la finitura esterna post-applicazione di un cappotto termico vi sono l’intonaco armato con rete in fibra di vetro e la pittura traspirante. L’intonaco, in particolare, deve essere scelto in funzione delle sue proprietà di adesione, durabilità e traspirabilità. La rete in fibra di vetro, incorporata nell’intonaco, ha il compito di prevenire la formazione di crepe, garantendo una maggiore durabilità nel tempo. La pittura traspirante, invece, applicata come ultimo strato, deve essere in grado di proteggere l’intonaco dagli agenti atmosferici, garantendo al contempo la traspirazione del muro e prevenendo la formazione di muffe e condense interne.

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Un altro aspetto da considerare è la scelta dei colori e delle texture per le finiture esterne. Questi elementi giocano un ruolo cruciale non solo nell’aspetto estetico dell’edificio, ma anche nella sua capacità di integrarsi armoniosamente nel contesto urbano o paesaggistico in cui si trova. È importante, quindi, valutare l’impatto visivo delle finiture e selezionare colori e materiali che rispecchino lo stile architettonico dell’edificio e del suo contesto, contribuendo a creare un’immagine coesa e piacevole.

Scelta dei materiali per la protezione del cappotto

La scelta dei materiali per la protezione del cappotto termico è un passaggio cruciale per garantire la durabilità e l’efficacia dell’isolamento nel tempo. Materiali di qualità inferiore o non adeguatamente compatibili con il tipo di cappotto applicato possono compromettere le prestazioni isolanti dell’edificio e richiedere interventi di manutenzione più frequenti. È pertanto essenziale selezionare materiali che offrano un’elevata resistenza agli agenti atmosferici, come pioggia, vento, e radiazioni UV, senza trascurare l’importanza della traspirabilità, fondamentale per evitare il rischio di condensazione all’interno delle strutture murarie.

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Tra i materiali più comunemente utilizzati per la protezione del cappotto termico vi sono intonaci a base di calce o cemento, pitture silossaniche e rivestimenti a cappotto con finiture in pietra o mattoni. Gli intonaci a base di calce, in particolare, sono apprezzati per le loro proprietà naturali di traspirabilità e per la loro capacità di regolare l’umidità interna, contribuendo a creare un ambiente interno più salubre. Le pitture silossaniche, invece, offrono una buona protezione contro l’umidità esterna mantenendo elevata la traspirabilità del muro, e sono disponibili in una vasta gamma di colori, permettendo una personalizzazione estetica dell’edificio.

La scelta del materiale per la finitura esterna deve essere guidata da un’attenta valutazione delle specifiche tecniche del prodotto, della compatibilità con il sistema di cappotto termico installato e delle condizioni climatiche della zona in cui si trova l’edificio. È consigliabile consultare un tecnico specializzato o un architetto per una valutazione professionale che tenga conto di tutti questi aspetti, garantendo così la selezione del materiale più adatto a proteggere efficacemente il cappotto termico e a mantenere nel tempo le sue prestazioni isolanti.

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